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Immunizzazioni

Sezione: Immunizzazioni

Michele Conversano (presidente HappyAgeing), Lea: “Ottima l’attenzione per le vaccinazioni, siano destinate anche ai pazienti over65”

 

“Accogliamo con grande piacere e soddisfazione la proposta di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza presentata dal governo alla Conferenza delle Regioni. Finalmente si pone l’accento sul problema delle vaccinazioni includendo nei Lea le immunizzazioni contro Hpv, varicella e pneumococco. Occorre però inserire nella platea di destinatari anche i soggetti più deboli come gli over 65”, così Michele Conversano, presidente di HappyAgeing, Alleanza per l’invecchiamento attivo, saluta la proposta di aggiornamento dei Lea presentata alle Regioni dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “I livelli essenziali di assistenza non possono non avere attenzione per gli anziani – spiega Conversano – Il solo inserimento del trattamento contro la polmonite pneumococcica permetterebbe di evitare migliaia di decessi ogni anno. Grazie ai nuovi Lea sarà inoltre possibile archiviare una stagione di incertezza normativa sul tema delle vaccinazioni che dura ormai da quindici anni, non ci saranno più regole diverse in ogni singola Regione”. “La proposta dell’esecutivo prevede anche un potenziamento sulle malattie croniche e sulle disabilità gravi – conclude il presidente di HappyAgeing – Patologie che coinvolgono spesso i soggetti più anziani. Pazienti che tra qualche tempo non saranno più costretti a rinunciare a dei trattamenti per problemi di reddito o a subire odiose discriminazioni territoriali. Investire in prevenzione è fondamentale per permettere a milioni di italiani di invecchiare in salute, così come ci chiede l’Europa”

 

  • 11 Febbraio, 2015
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Michele Conversano (HappyAgeing), Prevenzione, “Combattere le polmoniti pneumococciche per limitare il rischio cardiovascolare”

 

“Occorre combattere con tutti i mezzi a disposizione le polmoniti e tutte le patologie dell’apparato respiratorio per ridurre il rischio di problemi cardiovascolari. Nel caso delle polmoniti batteriche la vaccinazione contro lo pneumococco resta lo strumento più adeguato. Trattamento che andrebbe sempre accompagnato al vaccino antinfluenzale, sindrome che espone a pericoli rilevanti bronchi e polmoni”, così Michele Conversano, presidente di HappyAgeing, commenta i risultati di uno studio condotto dall’Università di Ottawa e pubblicato su Jama. La ricerca dell’ateneo canadese evidenzia come nei più anziani i ricoveri per polmonite si associno a un aumento a breve e a lungo termine del rischio di malattie cardiovascolari, suggerendo che le infezioni respiratorie sono un importante fattore di rischio cardiovascolare. HappyAgeing è l’alleanza per l’invecchiamento attivo formata dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, Acli, Federsanità-ANCI, Cittadinanzattiva, Tribunale per i diritti del malato, Società Italiana di Igiene – SItI; Società Italiana di Geriatria e Gerontologia – SIGG; Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa – SIMFER. “Lo studio conferma un trend già emerso durante altre ricerche – continua Conversano – Le polmoniti negli adulti e negli anziani sono un fattore di rischio per tutto l’apparato cardiocircolatorio. Il pericolo di patologie a carico del cuore rimane elevato anche a diversi anni dalla polmonite, parliamo di un 50 per cento in più rispetto a pazienti che non hanno mai sviluppato infezioni dei polmoni”. “Ancora una volta le immunizzazioni dimostrano tutta la loro valenza sul fronte della prevenzione e della tutela della salute dei cittadini più anziani – conclude il presidente di HappyAgeing – Il vaccino contro le polmoniti pneumococciche, se usato su larga scala, eviterebbe diverse migliaia di decessi all’anno solo in Italia. Per combattere il diffondersi di malattie cardiovascolari occorre fare di più anche contro fattori di rischio come fumo, ipertensione e diabete”.

 

  • 28 Gennaio, 2015
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In Italia ci si vaccina poco. Anziani immunizzati contro influenza calano di anno in anno

Il problema della scarsa vaccinazione contro l’influenza non riguarda solo l’Italia, dove era ben presente anche prima del “caso Fluad” di quest’anno, ma è comune a molti paesi europei, come dimostra anche la cifra di 40mila morti l’anno per questa malattia in tutto il continente. Se i numeri del rapporto curato dall’Ecdc per il nostro paese non sono tra i peggiori, avvertono però gli esperti, noi siamo l’unico paese con un trend in discesa, che potrebbe farci perdere molte posizioni. Secondo le cifre, che si riferiscono alle stagioni 2011-2012 e 2012-2013, Olanda, Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra sono intorno al 75% di anziani vaccinati, il Galles è al 65% ed è seguito da Spagna, Irlanda e Italia intorno al 55%, mentre la media europea è del 45%. ”Vista così la situazione italiana non sembra troppo diversa da quella degli altri paesi – spiega Paolo D’Ancona, il ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità che coordina il progetto ‘Venice 3’ da cui sono ricavati i dati – ma la nostra preoccupazione è che, se si considerano anche gli anni precedenti, si vede che gli altri paesi migliorano o sono stabili mentre noi siamo gli unici a calare di anno in anno”. Decidere se fare il vaccino, spiega l’esperto, è una questione legata sempre di più alla fiducia che le istituzioni riescono a creare rispetto a questo intervento. “C’è anche il problema del prezzo del vaccino, che in alcuni paesi non è rimborsato, ma la fiducia è l’aspetto più rilevante. L’Italia da questo punto di vista è in forte ritardo, e ha anche il problema delle differenze regionali che spesso rendono vani anche gli sforzi fatti a livello centrale”. Gli anziani, anche nel resto d’Europa, rimangono comunque la categoria a rischio più vaccinata. Per quanto riguarda i malati cronici il tasso europeo medio è del 50%, che scende al 28% tra gli operatori sanitari e al 15 tra le donne in gravidanza, sempre a fronte di un obiettivo minimo del 75% indicato dalle autorità sanitarie europee. Queste statistiche, a differenza di quelle per gli anziani che riguardano tutti, sono però raccolte solo in sette paesi, fra cui non c’è l’Italia. “Questo è un problema pressante – sottolinea D’Ancona – da noi si promuove la vaccinazione, ma non si investe poi nel monitoraggio delle categorie da vaccinare. Noi sappiamo ad esempio quante dosi sono state date a malati cronici bronchiali, ma non sappiamo quanti sono in totale, quindi non possiamo sapere che percentuale è protetta”. (ANSA)

  • 27 Gennaio, 2015
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Michele Conversano (HappyAgeing), Influenza: “Aumentano i casi gravi. Necessario incrementare la copertura vaccinale”

(9Colonne) Roma, 16 gen – “Il numero di casi di influenza continua a crescere senza sosta. La popolazione assistita è infatti superiore al milione e trecentomila unità, cifra pari al 2 per cento dei residenti italiani mentre il numero di nuovi casi nell’ultima settimana è pari a 350.000. Siamo nel pieno del periodo epidemico ed il numero di persone malate è destinato ad aumentare nei prossimi giorni. Purtroppo il quadro risente del crollo nelle vaccinazioni antinfluenzali, fenomeno dovuto alla poca fiducia riposta in questi trattamenti”: così Michele Conversano, presidente di HappyAgeing, fotografa lo scenario analizzando i dati diffusi ieri dall’Istituto superiore di sanità. “Negli ultimi giorni i soggetti più colpiti sono stati i bambini e i giovani adulti; ospiti in grado di diffondere l’infezione con molta velocità a causa della loro elevata socialità – continua il presidente dell’associazione impegnata sul fronte dell’invecchiamento attivo -. Nel Veneto e nelle Marche si sono registrati decine di casi gravi e un’incidenza superiore alla media nazionale. Ci sono inoltre diverse situazioni in cui la patologia influenzale può aggravarsi arrivando a complicazioni molto serie come le polmoniti causate da pneumococco. Eventi che potrebbero essere evitati favorendo la vaccinazione contro questo batterio, intervento che eviterebbe circa 8.000 decessi all’anno. Purtroppo però le Regioni non lo promuovono in maniera adeguata, una lacuna che finisce per danneggiare i cittadini più anziani”. “È necessario aumentare la profilassi e lavorare per incrementare la copertura vaccinale – conclude Conversano – Vi è l’esigenza di lavorare sul fronte dell’educazione sanitaria”. HappyAgeing è una “alleanza per l’invecchiamento attivo” formata dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, Acli, Federsanità-ANCI, Cittadinanzattiva, Tribunale per i diritti del malato, Società Italiana di Igiene – SItI; Società Italiana di Geriatria e Gerontologia – SIGG; Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa – Simfer. (red) 

  • 16 Gennaio, 2015
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Gli esperti avvertono: vaccinazioni anche per adulti e anziani, non solo per i bambini

Un progetto, il primo, di linee guida internazionali per le vaccinazioni raccomandate negli adulti e negli anziani e per gli operatori sanitari che, senza essere direttamente coinvolti nelle pratiche di vaccinazione, curano pazienti ad alto rischio come cardiologi, nefrologi e pneumologi. Di questo si è occupato il Gruppo di lavoro Escmid (European society of clinical microbiology and infectious diseases) coordinato Susanna Esposito durante il 24° Eccmid, l’European congress of clinical microbiology and infectious diseases, che si è svolto a Barcellona nei giorni scorsi,
Rispetto al passato, nei Paesi industrializzati oggi si vive di più e meglio. In Europa la durata media di vita è di 78 anni: si calcola che la percentuale delle persone di oltre 65 anni di età che nel 1990 era del 13%, aumentando fino al 17,4% nel 2010, raggiungerà il 30% della popolazione totale entro il 2060. Il rapido invecchiamento della popolazione comporterà, però, un aumento inevitabile dei disturbi e delle patologie legate all’età come malattie cardiovascolari, demenza, tumori, diabete e obesità e proprio le persone anziane rappresentano la fascia più a rischio per l’insorgenza di numerose malattie infettive prevenibili con vaccini.
«In questi ultimi anni, il tasso di invecchiamento della popolazione nei Paesi industrializzati – sottolinea Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad alta intensità di cura, Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – risulta molto alto e in particolare in Italia è il più intenso e veloce, come confermato anche dall’Oms. Definire nuove linee guida condivise per le vaccinazioni nei pazienti adulti e della terza età, senza che vi siano più differenze nelle raccomandazioni tra Paese e Paese, è l’obiettivo del nostro gruppo di lavoro».
Infatti, sottolinea Esposito, nonostante la disponibilità di vaccini sicuri ed efficaci, negli ultimi anni abbiamo assistito al diffondersi di nuove epidemie di morbillo, al riemergere della pertosse, all’aumento dell’incidenza di infezioni pneumococciche anche negli adulti e negli anziani e, in generale, nei soggetti a rischio per motivi di età, condizioni medico-sanitarie, viaggi internazionali o, come nel caso degli operatori sanitari, a causa dell’ambiente di lavoro. «Per questi motivi – precisa Esposito – riteniamo che un nuovo approccio alla prevenzione e al controllo di alcune malattie prevenibili da vaccino in età adulta possa migliorare ulteriormente la salute generale nella popolazione dei Paesi occidentali».
Per adulti e anziani. Tra le vaccinazioni raccomandate negli adulti e negli anziani sulla base del loro stato di salute, il Gruppo di lavoro Escmid indica tetano e difterite (ricordarsi che i richiami vanno effettuati ogni dieci anni); pertosse (per gli adulti a contatto con bambini di età inferiore ai 12 mesi e per gli operatori sanitari); morbillo, parotite e rosolia (per gli adulti non vaccinati che non abbiano mai contratto tali malattie e per gli adulti che abbiano ricevuto una sola dose di vaccino); varicella (per gli adulti sani che non abbiano mai contratto questa malattia, in particolare gli operatori sanitari, donne in età fertile non in gravidanza, persone spesso a contatto con bambini e viaggiatori internazionali);papillomavirus umano (Hpv; per le donne fino all’età di 26 anni; in alcuni Paesi il vaccino Hpv è raccomandato anche negli uomini della stessa età); influenza (nei Paesi europei sono raccomandate vaccinazioni annuali per i soggetti a rischio inclusi gli operatori sanitari e per gli anziani; negli Stati Uniti la vaccinazione annuale è raccomandata anche per gli adulti sani senza fattori di rischio); pneumococco (per i soggetti a rischio di età maggiore ai 19 anni e per gli anziani); meningococco (per i soggetti a rischio e i viaggiatori internazionali); herpes zoster (detto anche Fuoco di Sant’Antonio, negli Stati Uniti e nell’Ue è stato approvato un vaccino per gli adulti dai 50 anni in su).
I viaggi internazionali. Il Gruppo di lavoro Escmid sta dedicando, inoltre, un’attenzione particolare alle vaccinazioni per i viaggiatori internazionali, anche perchè il numero di anziani che effettua viaggi internazionali è in continua crescita.
In generale, quando si parla di profilassi vaccinale pre-viaggio si considerano tre tipi di vaccinazioni: obbligatorie, richieste a un viaggiatore, tramite certificato scritto, prima di entrare in un Paese; raccomandate, consigliate a un viaggiatore verso un determinato Paese sulla base di una valutazione dei rischi di contrarre determinate malattie infettive; di “routine”, quelle che prevengono specifiche malattie che continuano a causare epidemie nei Paesi sviluppati e in quelli cosiddetti in via di sviluppo.
«Quando si decide di organizzare un viaggio in un Paese a elevato rischio sanitario è sempre bene programmarlo con largo anticipo – raccomanda Esposito – rivolgendosi al personale sanitario specializzato nella prevenzione delle malattie infettive: è molto importante una accurata consultazione pre-viaggio sulle cosiddette malattie del viaggiatore e un’attenta analisi dello stato di salute del viaggiatore stesso».

  • 12 Ottobre, 2014
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Contro la polmonite, vaccino agli over 50

A raccomandarlo è la Società di malattie respiratorie che al Congresso nazionale della pneumologia presenterà un documento di consenso stilato con la Società di igiene

Vaccinazione antipneumococcica per le persone oltre 50 anni (perché dopo quest’età aumentano incidenza e mortalità per la polmonite) e per tutte quelle a rischio, cioè con comorbidità come diabete, Bpco e scompenso cardiaco. Viene così abbassata la soglia dell’età consigliata per il vaccino antinfluenzale, cioè i 65 anni.
A proporlo sarà il Consensus sulla vaccinazione anti-pneumococcica che verrà firmato dalla Simer, la Società di malattie respiratorie, e dalla Siti, Società italiana di igiene, in occasione del Congresso nazionale della pneumologia che si terrà a Genova dall’1 al 3 ottobre. «Sarà un documento sintetico e agile di sole cinque pagine – anticipa Francesco Blasi, professore di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università di Milano – che illustrerà le raccomandazioni sull’uso del vaccino e sui soggetti che ne potrebbero trarre maggior beneficio. In sintesi, la vaccinazione è un prezioso strumento di difesa. Già consigliata nei bambini, finora aveva un’indicazione molto blanda per gli adulti da parte delle varie Regioni».
Al congresso di Genova, Simer parlerà anche del Registro italiano della bronchectasia, un disordine cronico dei polmoni, caratterizzato da tosse produttiva ricorrente, difficile da gestire e spesso poco noto. Questo sarà collegato con il Registro europeo Embarc, finanziato parzialmente dalla European Respiratory Society, e Simer guiderà il progetto sul nostro territorio. «Sarà il primo studio che permetterà di conoscere l’epidemiologia di questa malattia in Italia e le modalità con cui viene gestita a livello dei vari centri italiani» spiega Blasi. «Dai confronti tra i dati del nostro Paese e quelli europei – precisa – si ricaveranno informazioni importanti per perfezionare la gestione di questi pazienti». Il primo ottobre verrà attivato il registro internazionale ed entro fine anno quello sul nostro territorio.
Nell’ambito del congresso di Genova è previsto anche l’evento artistico-educativo Cattura il respiro: cinquanta artisti interpreteranno il respiro, creando un dialogo tra il mondo accademico e quello divulgativo; le opere saranno in mostra ai Magazzini del cotone.

  • 12 Ottobre, 2014
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HappyAgeing è l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, nata nel 2014 per promuovere nel nostro Paese politiche e iniziative volte a tutelare la salute dell’anziano e a sviluppare le indicazioni della Commissione europea sul fronte dell’invecchiamento attivo. Di HappyAgeing fanno parte Federsanità, la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia, Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, la Società Italiana di Igiene, i sindacati SPI CGIL, FNP CISL, UIL Pensionati, e la Federazione Anziani e Pensionati ACLI. Le modalità operative dell’Alleanza si realizzano attraverso la confluenza di tutte le realtà che si occupano del benessere degli anziani e lo sviluppo e la replicazione sul piano nazionale di esperienze realizzate con successo nel contesto locale e validate scientificamente dai partner di HappyAgeing.

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