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Notizie

Sezione: Notizie

Michele Conversano (HappyAgeing), Prevenzione, “Combattere le polmoniti pneumococciche per limitare il rischio cardiovascolare”

 

“Occorre combattere con tutti i mezzi a disposizione le polmoniti e tutte le patologie dell’apparato respiratorio per ridurre il rischio di problemi cardiovascolari. Nel caso delle polmoniti batteriche la vaccinazione contro lo pneumococco resta lo strumento più adeguato. Trattamento che andrebbe sempre accompagnato al vaccino antinfluenzale, sindrome che espone a pericoli rilevanti bronchi e polmoni”, così Michele Conversano, presidente di HappyAgeing, commenta i risultati di uno studio condotto dall’Università di Ottawa e pubblicato su Jama. La ricerca dell’ateneo canadese evidenzia come nei più anziani i ricoveri per polmonite si associno a un aumento a breve e a lungo termine del rischio di malattie cardiovascolari, suggerendo che le infezioni respiratorie sono un importante fattore di rischio cardiovascolare. HappyAgeing è l’alleanza per l’invecchiamento attivo formata dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, Acli, Federsanità-ANCI, Cittadinanzattiva, Tribunale per i diritti del malato, Società Italiana di Igiene – SItI; Società Italiana di Geriatria e Gerontologia – SIGG; Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa – SIMFER. “Lo studio conferma un trend già emerso durante altre ricerche – continua Conversano – Le polmoniti negli adulti e negli anziani sono un fattore di rischio per tutto l’apparato cardiocircolatorio. Il pericolo di patologie a carico del cuore rimane elevato anche a diversi anni dalla polmonite, parliamo di un 50 per cento in più rispetto a pazienti che non hanno mai sviluppato infezioni dei polmoni”. “Ancora una volta le immunizzazioni dimostrano tutta la loro valenza sul fronte della prevenzione e della tutela della salute dei cittadini più anziani – conclude il presidente di HappyAgeing – Il vaccino contro le polmoniti pneumococciche, se usato su larga scala, eviterebbe diverse migliaia di decessi all’anno solo in Italia. Per combattere il diffondersi di malattie cardiovascolari occorre fare di più anche contro fattori di rischio come fumo, ipertensione e diabete”.

 

  • 28 Gennaio, 2015
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In Italia ci si vaccina poco. Anziani immunizzati contro influenza calano di anno in anno

Il problema della scarsa vaccinazione contro l’influenza non riguarda solo l’Italia, dove era ben presente anche prima del “caso Fluad” di quest’anno, ma è comune a molti paesi europei, come dimostra anche la cifra di 40mila morti l’anno per questa malattia in tutto il continente. Se i numeri del rapporto curato dall’Ecdc per il nostro paese non sono tra i peggiori, avvertono però gli esperti, noi siamo l’unico paese con un trend in discesa, che potrebbe farci perdere molte posizioni. Secondo le cifre, che si riferiscono alle stagioni 2011-2012 e 2012-2013, Olanda, Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra sono intorno al 75% di anziani vaccinati, il Galles è al 65% ed è seguito da Spagna, Irlanda e Italia intorno al 55%, mentre la media europea è del 45%. ”Vista così la situazione italiana non sembra troppo diversa da quella degli altri paesi – spiega Paolo D’Ancona, il ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità che coordina il progetto ‘Venice 3’ da cui sono ricavati i dati – ma la nostra preoccupazione è che, se si considerano anche gli anni precedenti, si vede che gli altri paesi migliorano o sono stabili mentre noi siamo gli unici a calare di anno in anno”. Decidere se fare il vaccino, spiega l’esperto, è una questione legata sempre di più alla fiducia che le istituzioni riescono a creare rispetto a questo intervento. “C’è anche il problema del prezzo del vaccino, che in alcuni paesi non è rimborsato, ma la fiducia è l’aspetto più rilevante. L’Italia da questo punto di vista è in forte ritardo, e ha anche il problema delle differenze regionali che spesso rendono vani anche gli sforzi fatti a livello centrale”. Gli anziani, anche nel resto d’Europa, rimangono comunque la categoria a rischio più vaccinata. Per quanto riguarda i malati cronici il tasso europeo medio è del 50%, che scende al 28% tra gli operatori sanitari e al 15 tra le donne in gravidanza, sempre a fronte di un obiettivo minimo del 75% indicato dalle autorità sanitarie europee. Queste statistiche, a differenza di quelle per gli anziani che riguardano tutti, sono però raccolte solo in sette paesi, fra cui non c’è l’Italia. “Questo è un problema pressante – sottolinea D’Ancona – da noi si promuove la vaccinazione, ma non si investe poi nel monitoraggio delle categorie da vaccinare. Noi sappiamo ad esempio quante dosi sono state date a malati cronici bronchiali, ma non sappiamo quanti sono in totale, quindi non possiamo sapere che percentuale è protetta”. (ANSA)

  • 27 Gennaio, 2015
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Acli chiede aumento delle pensioni minime contributive

 Una proposta di legge per istituire l’integrazione al minimo vitale per trattamenti pensionistici calcolati esclusivamente con il sistema contributivo. L’ha preparata la Federazione Anziani Pensionati Acli con il supporto del Patronato Acli. Sarà presentata venerdì mattina 23 gennaio, a Roma, a Palazzo Altieri, in Piazza del Gesù 49, e mira a far raggiungere un livello di reddito che corrisponde in linea di massima alla soglia di povertà assoluta. “Luca -spiega la nota della Federazione Acli– è un operaio di 55 anni che guadagnava circa 830 euro netti al mese fin quando a causa di una gravissima malattia l’Inps riconosce che si trova nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Cessa il lavoro, ha 12 anni circa di contributi come lavoratore dipendente la sua pensione di Inabilità è pari a 192,17 mensili. Nella situazione dell’operaio Luca si trovano già circa 51.000 cittadini. Sono i titolari delle nuove pensioni di Invalidità e superstiti liquidate esclusivamente con il sistema contributivo, il loro importo medio è di poco oltre 173 Euro mensili, enormemente al di sotto della soglia di povertà”. Ma l’articolo 38 della Costituzione, ricorda l’associazione, sancisce che “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria”. Cosa che non si garantisce affatto, attacca l’associazione, “con l’applicazione senza correttivi della della riforma pensionistica di Dini (legge 335/95)”. “Con questa proposta -afferma Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli- intendiamo contribuire alla riforma del welfare partendo dal basso, a partire da quelli fanno più difficoltà a far sentire le loro ragioni ed i loro diritti”. “Con questa iniziativa la Fap Acli -sostiene il segretario nazionale Serafino Zilio- diamo ascolto e voce ad ogni situazione, facendo proposte non corporative ma globali, che abbiano come obiettivo principale la giustizia sociale ed il bene comune”. (Adnkronos)

  • 16 Gennaio, 2015
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Michele Conversano (HappyAgeing), Influenza: “Aumentano i casi gravi. Necessario incrementare la copertura vaccinale”

(9Colonne) Roma, 16 gen – “Il numero di casi di influenza continua a crescere senza sosta. La popolazione assistita è infatti superiore al milione e trecentomila unità, cifra pari al 2 per cento dei residenti italiani mentre il numero di nuovi casi nell’ultima settimana è pari a 350.000. Siamo nel pieno del periodo epidemico ed il numero di persone malate è destinato ad aumentare nei prossimi giorni. Purtroppo il quadro risente del crollo nelle vaccinazioni antinfluenzali, fenomeno dovuto alla poca fiducia riposta in questi trattamenti”: così Michele Conversano, presidente di HappyAgeing, fotografa lo scenario analizzando i dati diffusi ieri dall’Istituto superiore di sanità. “Negli ultimi giorni i soggetti più colpiti sono stati i bambini e i giovani adulti; ospiti in grado di diffondere l’infezione con molta velocità a causa della loro elevata socialità – continua il presidente dell’associazione impegnata sul fronte dell’invecchiamento attivo -. Nel Veneto e nelle Marche si sono registrati decine di casi gravi e un’incidenza superiore alla media nazionale. Ci sono inoltre diverse situazioni in cui la patologia influenzale può aggravarsi arrivando a complicazioni molto serie come le polmoniti causate da pneumococco. Eventi che potrebbero essere evitati favorendo la vaccinazione contro questo batterio, intervento che eviterebbe circa 8.000 decessi all’anno. Purtroppo però le Regioni non lo promuovono in maniera adeguata, una lacuna che finisce per danneggiare i cittadini più anziani”. “È necessario aumentare la profilassi e lavorare per incrementare la copertura vaccinale – conclude Conversano – Vi è l’esigenza di lavorare sul fronte dell’educazione sanitaria”. HappyAgeing è una “alleanza per l’invecchiamento attivo” formata dai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, Acli, Federsanità-ANCI, Cittadinanzattiva, Tribunale per i diritti del malato, Società Italiana di Igiene – SItI; Società Italiana di Geriatria e Gerontologia – SIGG; Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa – Simfer. (red) 

  • 16 Gennaio, 2015
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Fucecchio investe 750 mila euro all’anno nei servizi e progetti per gli anziani gestiti dall’Unione dei Comuni e dall’Asl 11

L’assessore Buggiani: “Lavoriamo di concerto con il privato sociale per assistenza e socializzazione”
Il Comune di Fucecchio investe oltre 750 mila euro all’anno per i servizi rivolti agli anziani. La maggior parte dei quali per gli inserimenti in case di riposo e centri diurni. 

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  • 2 Dicembre, 2014
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Una guida per gli anziani del terzo millennio

La giornalista Lidia Goldoni presenta l’ebook ‘Guida alla vecchiaia del Terzo Millennio’ che affronta i temi del tempo libero e della cura di sé, della “grave assenza di una medicina di genere”, dei criteri di scelta di una (eventuale) nuova casa e delle cure assistenziali più adatte, di tutti quegli aspetti quotidiani, dalla spesa al pranzo, dalla mente allo spirito, che la terza età modifica.

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  • 2 Dicembre, 2014
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HappyAgeing è l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, nata nel 2014 per promuovere nel nostro Paese politiche e iniziative volte a tutelare la salute dell’anziano e a sviluppare le indicazioni della Commissione europea sul fronte dell’invecchiamento attivo. Di HappyAgeing fanno parte Federsanità, Fondazione Dieta Mediterranea, la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia, Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, la Società Italiana di Igiene, i sindacati SPI CGIL, FNP CISL, UIL Pensionati, e la Federazione Anziani e Pensionati ACLI. Le modalità operative dell’Alleanza si realizzano attraverso la confluenza di tutte le realtà che si occupano del benessere degli anziani e lo sviluppo e la replicazione sul piano nazionale di esperienze realizzate con successo nel contesto locale e validate scientificamente dai partner di HappyAgeing.

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