Dalla fotografia dei dati istituzionali all’azione sul campo: la sfida di HappyAgeing per proteggere la salute degli over 65 attraverso la cultura della prevenzione e la medicina di prossimità
L’allungamento dell’aspettativa di vita rappresenta indubbiamente una delle più grandi conquiste sociali dell’ultimo secolo. Tuttavia, vivere più a lungo non coincide automaticamente con il vivere in salute: l’invecchiamento della popolazione porta con sé un aumento fisiologico delle patologie croniche, che richiedono trattamenti farmacologici prolungati e spesso complessi. È in questo scenario che si consuma un silenzioso paradosso della sanità pubblica: disponiamo di terapie efficaci e accessibili, ma una quota drammaticamente alta di pazienti non le assume correttamente.
I dati epidemiologici nazionali confermano l’estensione del fenomeno. Secondo il Rapporto OsMed 2024 pubblicato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) a novembre 2025, la popolazione anziana si conferma la principale destinataria delle prescrizioni farmaceutiche nel nostro Paese. Oltre il 70% degli over 65 soffre di almeno una patologia cronica e la gestione della multimorbilità impone molto spesso regimi di politerapia, con l’assunzione contemporanea di cinque o più farmaci al giorno.
Il monitoraggio dell’OsMed rileva però un dato allarmante: a fronte di una copertura terapeutica teoricamente garantita, i tassi di aderenza reale crollano sul lungo periodo, scendendo frequentemente sotto la soglia critica del 50% per patologie silenziose ma ad alto risco di complicanze, come l’ipertensione arteriosa, le dislipidemie e il diabete di tipo 2. Questa discontinuità nell’assunzione dei farmaci non compromette solo l’efficacia clinica delle cure, ma genera un impatto economico devastante per il Servizio Sanitario Nazionale, stimato in circa 2 miliardi di euro l’anno a causa di ricoveri ospedalieri evitabili, accessi al pronto soccorso e complicanze aggravate.
LE BARRIERE QUOTIDIANE DIETRO I DATI
I numeri descrivono la dimensione del problema, ma per comprenderne le cause è necessario guardare alla quotidianità degli over 65. In questa direzione, indicazioni preziose arrivano dalle indagini condotte sul campo nel settore farmaceutico, come il Report Dr.Max 2024 sull’uso dei farmaci e sui consigli personalizzati, che offre una fotografia nitida delle barriere pratiche, cognitive e organizzative che ostacolano la corretta assunzione delle terapie.
L’analisi evidenzia come la mancata aderenza sia raramente il frutto di un rifiuto consapevole della cura. Molto più spesso si tratta della conseguenza di fattori legati alla fragilità della persona anziana: la complessità intrinseca dei regimi terapeutici (orari d’assunzione sovrapposti, confezioni simili tra loro che generano confusione, variazioni frequenti di dosaggio), unita a condizioni di solitudine e alla carenza di supporto da parte dei familiari o dei caregiver. In questo contesto, il report ribadisce l’importanza strategica dei presidi territoriali: il consiglio personalizzato e la spiegazione chiara dei potenziali effetti collaterali si dimostrano, infatti, strumenti determinanti, in grado di favorire un recupero di oltre il 20% di aderenza nei pazienti più vulnerabili sottoposti a politerapia.
L’IMPEGNO DI HAPPY AGEING: “RICORDATI DI STARE BENE”
È proprio per rispondere a queste evidenze scientifiche e sociali che HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo ha strutturato la propria missione attorno al pilastro dell’aderenza terapeutica, traducendo i dati in azioni concrete di sensibilizzazione e informazione.
Consapevole che il problema non possa essere delegato esclusivamente agli ambulatori medici o alle farmacie, HappyAgeing ha promosso la campagna nazionale “Ricordati di stare bene”, realizzata in collaborazione con Federsanità – Confederazione delle Federsanità ANCI Regionali e con il contributo non condizionante del Gruppo Servier in Italia. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di portare il tema della cura al di fuori dei contesti strettamente clinici, coinvolgendo direttamente le istituzioni locali e i sindaci in una vera e propria sfida sul territorio. Attraverso azioni di prossimità, incontri pubblici e piazze virtuali, la campagna ha saputo fare rete coinvolgendo oltre 80 Comuni italiani. L’obiettivo è quello di costruire una cultura diffusa dell’autocura, fornendo agli over 65 e ai loro caregiver gli strumenti cognitivi necessari per comprendere il valore della continuità terapeutica.
Su questo legame indissolubile tra l’analisi epidemiologica e la necessità di un intervento culturale e strutturale sul territorio, Francesco Macchia, Direttore di HappyAgeing, ha tracciato la linea guida dell’impegno dell’Alleanza: “Questa campagna nasce dalla volontà di sollevare un tema di cui si parla sempre troppo poco e che invece, soprattutto per quanto riguarda le patologie croniche, rappresenta uno dei più grandi limiti alle nostre attuali capacità di cura. L’attività svolta sul territorio non è un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso che vogliamo diventi strutturale: daremo seguito a quanto costruito in questi mesi per creare un’ampia coalizione tra istituzioni e reti locali, capace di dare continuità agli sforzi fatti finora e trasformare l’azione di sensibilizzazione in un cambiamento concreto per i nostri territori”.
La sfida dell’aderenza terapeutica, dopotutto, non si vince nei laboratori ma nelle comunità. Il successo di questa mobilitazione nazionale dimostra che quando i Comuni, le farmacie di prossimità e il tessuto sociale cooperano, la prevenzione cessa di essere un concetto astratto e diventa cura quotidiana. Una mappa di buone pratiche – da Nord a Sud – che traccia la strada per un nuovo modello di welfare locale, dove la longevità non è un carico assistenziale, ma una risorsa da tutelare giorno dopo giorno.