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Area Clinica/Scientifica

Sezione: Area Clinica/Scientifica

Musica e cinema per combattere l’Alzheimer

Cinema, canzoni del festival di Sanremo e esercizio fisico. E’ la ricetta contro l’Alzheimer messa a punto dal Cnr col progetto “Train the brain”, che dimostra come prevenire la demenza senile senza l’uso di farmaci. “Train the brain”, ideato dal neurobiologo Lamberto Maffei, si basa sull’allenamento delle funzioni fisiche e cerebrali di anziani a rischio demenza e già affetti da lieve deficit. Previste attività culturali e ludiche tra cui cineforum con film scelti dai pazienti, musicoterapia, giochi sociali, altri test con carta e quiz. Questo per sette mesi, tre mattine alla settimana. “L’effetto benefico dell’arricchimento ambientale sul cervello – spiega Nicoletta Berardi, psicobiologa dell’Università di Firenze e del Cnr – era già emerso chiaramente dai modelli sperimentali e oggi ‘Train the Brain’ lo conferma”. “Dimostra cioè – continua – che il cervello dell’anziano sano, ma anche nelle fasi iniziali di malattia, mantiene plasticità e capacità di recupero e riadattamento”. I risultati del progetto saranno illustrati nel corso del congresso nazionale sui centri diurni Alzheimer in programma il 15 e 15 maggio prossimi a Pistoia.

  • 7 Maggio, 2015
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Happy Ageing: “I vaccini allungano la vita”

 

Li senti nominare, e si risvegliano timori infantili. O quelli, tutti nuovi, da genitore. Oltre la prima infanzia però, i vaccini possono tutelare anche la popolazione adulta e, in ragione della loro fragilità, gli anziani. Una riflessione sul tema è maturata nel corso della Settimana europea delle vaccinazioni appena conclusa, dove è emersa l’urgenza di incrementare le azioni di prevenzione a favore della terza età. Lo strumento vaccinale è comparso in cima alla lista, come condiviso dalla comunità scientifica internazionale: secondo gli studiosi, le vaccinazioni sono uno straordinario strumento per abbattere il numero delle morti evitabili e migliorare la qualità della vita delle persone, allungando così i loro anni in salute. «La proposta dell’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo HappyAgeing, che ha redatto un documento programmatico con il conforto di un comitato scientifico composto dai massimi esperti in materia» sottolinea il presidente, Michele Conversano, «è l’adozione su tutto il territorio nazionale del “Calendario per la vita” all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza e nel Piano Nazionale Vaccini, con alcune priorità sulla base della rilevanza di salute pubblica per quanto riguarda l’anziano: implementare l’offerta della vaccinazione antipneumococcica con indicazione per età a tutti i soggetti con più di 65 anni ed abbassare progressivamente l’età a cui offrire la vaccinazione antinfluenzale». Un esempio virtuoso, sul territorio nazionale, esiste già. «In Puglia», sottolinea Conversano, «il modello di programmazione della campagna di vaccinazione ha previsto l’offerta attiva a tre coorti di nascita, quelle dei 65enni, 70enni e 75enni, in modo da coprire nell’arco di 5 anni la fascia d’età 65-80 anni, con la promozione e l’offerta gratuita del vaccino garantita anche a tutti i soggetti over 75». L’estensione omogenea di politiche di vaccinazione non ha come unico obiettivo ottenere, entro il 2020, l’allungamento di due anni di vita in salute per le persone. C’è di più: poter liberare delle risorse, da investire in altre iniziative di salute pubblica a favore dell’anziano, in coerenza con i pilastri indicati dalla Commissione europea e condivisi dalla comunità scientifica. «Estendere i vaccini ai LEA, garantendone così la gratuità, sarebbe solo un primo passo di una più ampia programmazione, che deve investire ogni aspetto della vita degli over 65», concorda il medico Roberto Pili, presidente della Comunità mondiale della longevità e dell’associazione Medicina sociale, in questi giorni alla Fiera di Cagliari con il salone specializzato A chent’annos, «si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale prima ancora che politica, più che mai urgente in Sardegna, dove tra soli quindici anni -cause concomitanti 12 denatalità e l’emigrazione giovanile la popolazione anziana supererà quella in attività». Per trovare un nuovo equilibrio, le soluzioni sono tante. Promuovere l’attività fisica costante, educare alla corretta alimentazione soprattutto chi vive solo, ripensare gli arredi seguendo i criteri della domotica. Solo quest’ultimo passaggio, ridurrebbe gli incidenti domestici e le relative conseguenze, sul piano fisico e psicologico dell’anziano, su quello sociale ed economico della comunità di appartenenza. «La Sardegna è avanti anni luce, dal punto di vista scientifico», spiega Pili, «ma le nuove evidenze e consapevolezze devono uscire dai laboratori e attecchire nelle politiche sanitarie e sociali: non bisogna accontentarsi dell’allungamento della vita, ma assicurare vita vera agli anni».

Clara Mulas

“Unione Sarda”

 

  • 5 Maggio, 2015
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La dieta dei centenari sardi sbarca a Hong Kong

La dieta dei centenari sardi sbarca a Hong Kong. Pala, il produttore di vini autoctoni, inaugura un programma di iniziative dal 12 al 18 maggio all’insegna dell’alimentazione della longevità. E proprio alcuni giorni fa per i vini Pala sono arrivate quattro medaglie di Gran Menzione al concorso enologico Internazionale di Vinitaly. Il Vermentino I Fiori 2014, Siray 2011, Stellato 2014 ed Entemari 2012 in virtù di questo riconoscimento saranno esposti a Expo 2015. Ma intanto l’azienda punta alla conquista della metropoli cinese con “My dear Sardinia, the king of Tuna”, sette giornate dedicate alle specialità e eccellenze della cucina sarda d’autore nei tre ristoranti del Divino Group. Dietro ai fornelli lo chef Luigi Pomata proporrà piatti ispirati alle antiche ricette genuine da abbinare ai pregiati bianchi e rossi della cantina di Serdiana, arricchiti dal tocco di classe dello chef. Il re del tonno farà conoscere ai clienti del Ristorante Divino, Central e Wanchai Medaglione di maialino con erbe cotto a bassa temperatura, crema di patate, salsa al mirto abbinato a un S’arai 2010, l’Isola dei Nuraghi Igt. Chi frequenta il Ristorante Spasso di Tsim Sha Tsui potrà invece assaggiare Fregola artigianale cotta come un risotto con stracotto di agnello, pecorino e menta sposato al Cannonau Pala i Fiori 2013. Lo chef carlofortino ha pensato anche al cannolo di pane carasau con verdure, pecorino fresco, pesto di erbe e zuppa di fagioli bianchi, pesto di basilico, pecorino e crostini in abbinamento al Pala I Fiori Vermentino doc 2013. Piatti che faranno parte per un periodo di prova, fino a giugno del menù. Se incontreranno il gusto dei clienti entreranno a far parte a tutti gli effetti della Carta. Momento clou sarà il 13 maggio con la cena di gala alla presenza della stampa specializzata. “Sarà l’occasione per far conoscere i nostri vini, a partire dal Cannonau Riserva, tre bicchieri Gambero Rosso, uno dei nostri fiori all’occhiello – sottolinea Fabio Angius, direttore Cantine Pala – o i nostri bianchi, vini di terroir prodotti nelle nostre vigne. Del resto anche Dan Buettner giornalista del New York Times nel suo libro ‘Blue Zones. La dieta dei Centenari’ suggerisce di bere Cannonau”. Mario Pala, patron delle cantine, è pronto a questa nuova sfida: “E’ sempre motivo di orgoglio e per noi una nuova scommessa affermarci con le nostre eccellenze dell’enogastronomia nei mercati internazionali”.

  • 28 Aprile, 2015
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La Siti ricorda l’importanza delle vaccinazioni

Un paragone con il calcio per chiarire quanto è importante vaccinarsi anche da adulto. “Come nel calcio anche nelle immunizzazioni c’è un triplete, ovvero tre grandi vittorie in una sola stagione. Parliamo dei vaccini anti-pneumococco, antifluenza e anti herpes zoster. Un pacchetto indispensabile per gli adulti e gli anziani per prevenire alcune gravi malattie anche letali”. A lanciarlo è Carlo Signorelli, presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, a margine del congresso a Copenhagen della Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid) . “Ci sono Regioni – spiega Signorelli – che prevedono già queste vaccinazioni la speranza è che vengano inserire nel prossimo piano vaccinale anche dalle altre. Un piano che ancora deve essere messo a punto e siamo in ritardo di alcuni mesi”. “Noi, insieme ad altre società scientifiche, abbiamo realizzato un calendario per la vita, che prevedere le vaccinazioni indispensabili dall’età infantile a quella adulta – aggiunge Signorelli – e potrebbe essere un modello per il prossimo Piano nazionale dei vaccini. I costi del calendario, è stato calcolato, sono pari a 520 mln di euro all’anno, meno del 2% della spesa farmaceutica totale. Oggi – conclude – il Ssn mette a disposizione 310 mln di spesa per i vaccini, ci vorrebbe un incremento che è chiaro si tradurrebbe però in futuri risparmi”. 

  • 27 Aprile, 2015
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Arriva Kubo, il robot-badante

 

Assomiglia a un tavolo attorno al quale gustare un caffè, il suo nome è “Kubo” ed è il “cuore tecnologico” di una casa dove i robot aiutano le persone anziane non del tutto autosufficienti a vivere in sicurezza e in autonomia. Grazie alle ruote e alle dimensioni ridotte, Kubo si muove con agilità tra le stanze, può essere allertato con un sistema di riconoscimento vocale e, soprattutto, si è già dimostrato un assistente personale, un super maggiordomo evoluto, affidabile ed efficace. Le funzionalità del robot sono state presentate oggi alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, durante il convegno finale del progetto “Omniarobocare”, cofinanziato dall’Ue e dalla Regione Toscana, all’interno del quale sono state sviluppate le nuove tecnologie per l’assistenza personale, grazie alla partecipazione dell’istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna. È stata la casa domotica dell’ateneo pisano, a Peccioli (Pisa), a mettere a punto Kubo, il cui design si basa sulla piattaforma “youBot” di Kuka, già testato presso tre abitazioni in Toscana, a Prato e a Fornacette (Pisa), dove ha dato prova delle sue molteplici capacità per cinque giorni consecutivi. Secondo i ricercatori che hanno lavorato al progetto “grazie alle interfacce amichevoli nell’aspetto e intuitive nell’utilizzo, è stato possibile ridurre una certa ostilità verso le tecnologie più avanzate, dimostrata in alcuni casi da persone anziane”. Kubo è un assistente domestico facile da utilizzare, discreto, con cui le persone possono interagire con un semplice tablet o solo con la voce, chiamando il robot per svolgere le sue funzioni con le parole quotidiane. La gamma di funzioni è ampia: i sensori ambientali tengono sotto controllo la casa, verificano che tutte le utenze (quelle relative ad acqua e gas in particolare) siano utilizzate correttamente, che le porte e le finestre siano chiuse e, se necessario, è un facchino instancabile, che trasporta oggetti riuscendo a muoversi anche negli spazi più stretti. Kubo può essere programmato anche per ricordare gli orari di assunzione di farmaci o altre scadenze oppure per fornire informazioni su orari e previsioni del tempo, favorendo le attività di socializzazione. (ANSA).

 

  • 24 Aprile, 2015
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Uno studio disegna la casa di riposo perfetta

 

La “casa di riposo perfetta” è un luogo a misura di anziano, caratterizzato da un approccio alla cura non solo medico-assistenziale, ma che guardi al benessere globale dell’ospite e non trascuri la qualità delle relazioni umane che si instaurano al suo interno. Il tutto inserito in un contesto pieno di stimoli, con la progettazione attenta degli spazi affinché non siano asettici come le corsie di un ospedale, ma calorosi e accoglienti come una casa. Sono alcuni dei criteri su cui dovrebbe essere misurata la qualità delle residenze assistenziali dedicate agli anziani secondo scale di valutazione messe a punto in un progetto coordinato da Elena Luppi dell’Università di Bologna in collaborazione con due RSA bolognesi, i cui risultati sono resi noti nel volume “Prendersi cura della terza età” (Franco Angeli). “Il progetto – spiega Luppi – nasce dalla volontà di innalzare la qualità nei servizi per anziani fragili e non autosufficienti, in particolare per tutto ciò che riguarda la relazione di cura. Mancano oggi per queste strutture metri di valutazione oggettiva delle attività di cura, della relazione fra figure professionali e ospiti, che tengano conto della complessità di mansioni e azioni legate al soddisfacimento dei bisogni degli anziani. Il progetto, spiega, ha permesso di definire alcuni indicatori di qualità della cura, per esempio inerenti la gestione degli spazi: importanti la tranquillità del contesto, il silenzio, il rispetto dei momenti di quiete, le stanze, gli ambienti comuni – che devono essere ricchi di stimoli cromatici, musicali, olfattivi – come pure corridoi e sale d’attesa, da dotare di stimoli visivi di cui ogni ospite possa beneficiare in ogni momento (ad esempio quando e’ in attesa di una visita). Altri indicatori riguardano le attività individuali di cura: vietata la freddezza, l’operatore dovrebbe sempre rivolgersi al paziente col sorriso, essere aggiornato sul suo stato di salute, parlargli in modo confortevole, chiamandolo sempre per nome e dando del tu o del lei a seconda delle preferenze del paziente. Inoltre è importante che l’operatore conosca la storia personale di ciascun ospite, i suoi gusti e preferenze. “Stiamo proponendo alle ASL gli indicatori sviluppati e speriamo possano essere acquisiti come strumenti per accreditamento, valutazione, monitoraggio – spiega Luppi. Vogliamo proporli anche ai decisori politici, come strumento per accreditamento, autovalutazione, formazione e innovazione. Contiamo anche di proporre il disegno valutativo ad altre RSA intenzionate a valutare il proprio operato in un’ottica di riflessione e miglioramento delle proprie pratiche”. Difficile dire ad oggi quanto l’Italia sia ancora lontana da questi obiettivi. Nel nostro paese c’è una situazione a macchia di leopardo, con alcune eccellenze (anche in termini di ricerca e innovazione), ma anche tante situazioni di assistenzialismo, scarsa attenzione al benessere e alla qualità autentica. Purtroppo mancano linee guida che permettano di valutare in modo uniforme e orientare le RSA in modo preciso su certi standard di qualità”. “Il mondo delle RSA è ancora troppo diversificato e spesso poco conosciuto nelle Regioni italiane – commenta Giuseppe Paolisso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria. Questo lavoro è certamente molto utile per individuare dei criteri cui tutte le RSA dovrebbero rifarsi nell’intento di migliorare la salute dell’anziano. Purtroppo oggi non sono molte le RSA che rispondono a questi requisiti, ma è auspicio che in futuro la “casa di riposo perfetta” sia tale soprattutto per l’anziano e non solo ‘perfetta’ in relazione ai fondi pubblici o privati che essa riceve come invece succede spesso oggi”. (ANSA)

 

  • 22 Aprile, 2015
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HappyAgeing è l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, nata nel 2014 per promuovere nel nostro Paese politiche e iniziative volte a tutelare la salute dell’anziano e a sviluppare le indicazioni della Commissione europea sul fronte dell’invecchiamento attivo. Di HappyAgeing fanno parte European Interdisciplinary Council on Ageing (EICA), Federsanità, la Società Italiana di Audiologia e Foniatria, la la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia, la Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, la Società Italiana di Igiene, i sindacati SPI CGIL, FNP CISL, UIL Pensionati, e la Federazione Anziani e Pensionati ACLI. Le modalità operative dell’Alleanza si realizzano attraverso la confluenza di tutte le realtà che si occupano del benessere degli anziani e lo sviluppo e la replicazione sul piano nazionale di esperienze realizzate con successo nel contesto locale e validate scientificamente dai partner di HappyAgeing.

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