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Dicono di noi

Sezione: Dicono di noi

La polmonite colpisce più gli over 65, vaccino unica arma

Dati Istat, nel 2012 9.241 decessi all’anno (ANSA) – ROMA, 12 OTT – La polmonite e’ ancora la prima causa di morte per malattie infettive nei Paesi Occidentali. In Italia si verificano oltre 200.000 casi di polmonite con 10.000 morti all’anno. Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2012 si sono verificati 9.241 decessi per polmonite, la maggior parte sono persone con piu’ di 65 anni. Per capire la portata del fenomeno, nello stesso anno ci sono stati in Italia 3.911 decessi per incidenti stradali. L’unica vera arma a disposizione per far calare questi numeri – spiegano i medici – e’ il vaccino: “Le buone abitudini di igiene quotidiana sono sempre utili ma la vaccinazione e’ l’unico strumento di prevenzione primaria che abbiamo oggi per evitare l’infezione da pneumococco e prevenire lo sviluppo delle malattie e delle complicanze che questo batterio puo’ portare”, commenta Michele Conversano, Past President della Societa’ Italiana di Igiene. Nonostante il rischio cui sono soggetti gli anziani di contrarre il virus, sono quelli con le piu’ basse percentuali di intenzione a vaccinarsi: “Mentre siamo riusciti a raggiungere coperture vaccinali per l’infanzia molto alte in quasi tutte le regioni, nell’adulto e nell’anziano, al di la’ della vaccinazione antinfluenzale che pure e’ importante, non si raggiungono ancora le coperture adeguate – aggiunge Conversano – E’ importante che ci sia un aumento di consapevolezza del rischio della polmonite soprattutto nella popolazione adulta e anziana”. Secondo una ricerca (AstraRicerche) la polmonite e’ una una malattia seria, eppure una persona su due dichiara di saperne poco o nulla (53% circa) e sopratutto gli anziani, sono tra quanti la conoscono meno, con il 22% dei 70-85enni che non ne sa nulla sulla vaccinazione. Non solo: tra gli anziani solo uno su tre sa che si puo’ morire di polmonite, per essere precisi il 32% dei 70-85enni, contro percentuali doppie delle classi piu’ giovani (39-59enni). Il 33,9% del campione, con un picco del 56% dei 70-85enni, pensa che la polmonite non si possa prevenire e il 59,7% del campione non sa che esiste un vaccino: “Spesso negli adulti sani c’e’ l’errata percezione di non aver bisogno dei vaccini e manca la consapevolezza del rischio potenziale di contrarre malattie infettive, ma nella realta’ tutti siamo a rischio di contrarre la polmonite da pneumococco”, afferma Francesco Blasi, Professore ordinario all’Universita’ degli Studi di Milano e Responsabile dell’U.O. di Broncopneumologia presso l’IRCCS di Milano.

  • 27 Ottobre, 2015
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Non toccare stanziamenti per prevenzione e vaccini nel DEF

Copenhagen, 26 apr. (AdnKronos/Adnkronos Salute) – “Il Governo e le Regioni non devono tagliare il budget nel Fondo sanitario nazionale destinato alla prevenzione e ai vaccini. Anzi dovrebbero prevedere di vincolare i futuri fondi alle Regioni in base a quanto si impegnano nella diffusione dell’immunizzazione tra la popolazione pediatrica e anziana”. Lo propongono Carlo Signorelli, presidente della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica e Michele Conversano, presidente HappyAgeing, l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, a del congresso a Copenhagen della Società europea di microbiologia clinica (Escmid) e malattie infettive in vista della Conferenza Stato-Regioni in programma il prossimo mercoledì in cui si definiranno i tagli nel Def al Fondo sanitario.

  • 27 Ottobre, 2015
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Vaccino 13Valente negli adulti abbatte polmonite ospedaliera

Copenhagen, 26 apr. (Adnkronos Salute) – “Con l’età il nostro sistema immunitario si indebolisce – spiega Marc Boten, docente di Epidemiologia molecolare di malattie infettive all’Università di Utrech – e la probabilità di sviluppare infezioni aumenta anche nei soggetti più anziani sani e attivi e la polmonite pneumococcica acquisita in comunità rappresenta una causa importante di malattia in questa popolazione. I risultati di questo studio hanno dimostrato che l’immunizzazione con Prevenar 13 ha ridotto il rischio di polmonite e di malattia pneumococcica invasiva causata dai 13 sierotipi contenuti nel vaccino tra gli adulti dai 65 anni in su”. Lo studio Capita, in doppio cieco randomizzato controllato con placebo, ha arruolato 84.496 soggetti ed è stato condotto in 59 ospedali coinvolti nella sorveglianza di Cap. Per quanto riguarda gli obiettivi secondari dello studio, il gruppo di pazienti trattati con Prevenar 13 ha riportato il 45% in meno di primi episodi di Cap non-batteriemiche e non invasive ed il 75% in meno di primi episodi di Ipd da sierotipi contenuti nel vaccino. “Le polmoniti possono essere causate da tutta una serie di microrganismi, virali o batteriche, la gamma è ampia. “Il vaccino Prevenar 13 è efficace – Michele Conversano, presidente HappyAgeing, l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo – e lo studio Capita l’ha testato sul campo. Finalmente vediamo che le persone che lo fanno non si ammalano più e con un range di efficacia molto alto. La polmonite non è però percepita come un rischio dall’adulto e dall’anziano. Questo è un problema molto grave”.

  • 27 Ottobre, 2015
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HappyAgeing: “Italia deve fare di più per anziani”

Roma, 23 apr. (AdnKronos Salute) – “La Settimana europea delle vaccinazioni deve essere l’occasione per sottolineare l’importanza di incrementare le azioni di prevenzione a favore della popolazione adulta e degli anziani”. E’ la richiesta di HappyAgeing, alleanza per l’invecchiamento che prende a modello l’esperienza delle società scientifiche pediatriche, di medicina generale e di igiene, che insieme hanno dato vita al Calendario per la vita che, se applicato in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale, garantirebbe un equo, democratico, sostenibile ed efficace strumento di tutela della salute dei cittadini. “La proposta dell’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo HappyAgeing, che ha redatto un postition paper con il conforto di un comitato scientifico composto dai massimi esperti in materia – spiega il presidente Michele Conversano – è l’adozione del Calendario per la vita all’interno dei Livelli essenziali di assistenza e nel Piano nazionale vaccini, con alcune priorità sulla base della rilevanza di salute pubblica per quanto riguarda l’anziano: implementare l’offerta della vaccinazione antipneumococcica, con indicazione per età a tutti i soggetti con più di 65 anni ed abbassare progressivamente l’età a cui offrire la vaccinazione antinfluenzale”. Tutto questo con l’obiettivo di allungare di due anni, entro il 2020, la vita in salute per le persone e poter liberare delle risorse da investire così in altre iniziative di salute pubblica a favore dell’anziano, in coerenza con i pilastri indicati dalla Commissione europea e condivisi dalla comunità scientifica.

  • 27 Ottobre, 2015
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Influenza: centinaia morti in più per psicosi Fluad

Fino al 30% hanno rinunciato ad immunizzarsi,vittime della paura (di Pier David Malloni) – ROMA, 14 APR – Reparti di Pronto Soccorso presi d’assalto, letti riempiti negli ospedali e, soprattutto, centinaia di morti in piu’. Dopo il cosiddetto ‘caso Fluad’, con il calo delle vaccinazioni negli anziani, l’epidemia di influenza appena conclusa inizia a presentare il conto. I primi dati sono emersi durante il convegno “La longevita’ nasce dalla prevenzione. Il contributo della vaccinazione per la salute dell’anziano”, promosso da Italia Longeva oggi a Roma. ”Stiamo facendo come Istituto Superiore di Sanita’ uno studio per valutare gli effetti del calo delle vaccinazioni che c’e’ stato, valutabile intorno almeno al 25-30% – ha affermato Walter Ricciardi, commissario straordinario dell’istituto – ma i risultati preliminari ci dicono che un eccesso di mortalita’ c’e’ stato, oltre agli ottomila morti che sono la norma ogni anno ce ne sono stati alcune centinaia in piu”’. La stagione influenzale, ha sottolineato Carlo Signorelli, presidente della Societa’ Italiana di Igiene (Siti), si e’ chiusa con quasi sei milioni di casi, piu’ della media, e gli effetti psicologici del caso Fluad potrebbero farsi sentire per anni. ”I dati che abbiamo gia’ ci dicono che siamo sopra i livelli degli ultimi anni per tutte le classi di eta’ – ha spiegato il presidente dell’associazione Happy Ageing Michele Conversano -. Dobbiamo coinvolgere di piu’ i medici di medicina generale nelle vaccinazioni, li stiamo ‘usando’ solo come meri esecutori e invece devono essere parte attiva”. Sull’efficacia e la sicurezza del vaccino, ha sottolineato Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva, non ci sono dubbi. ”Da uno studio sugli anziani nelle Residenze sanitarie assistenziali, quelli cioe’ in condizioni peggiori, e’ emerso che il rischio di morte con il vaccino cala del 25% – ha spiegato -. Vaccinare e’ uno dei segreti della longevita”’. Oltre all’influenza, hanno sottolineato gli esperti al convegno, gli altri ‘nemici’ degli anziani prevenibili sono la polmonite pneumococcica, per la quale nel 2012 in Italia sono morte oltre 9.200 persone con piu’ di 65 anni e anche l’herpes zoster, alias “Fuoco di Sant’Antonio”. Il 20-25% dei pazienti over 50, ha spiegato Giancarlo Icardi dell’universita’ di Genova, sviluppa la nevralgia post-erpetica, un dolore neuropatico che puo’ perdurare per anni, tale da impedire una vita normale. Le nuove indicazioni sui vaccini per gli anziani, che contengono anche delle indicazioni sul tetano, che in questa fascia d’eta’ fa oltre 100 morti l’anno, dovrebbero essere recepite dal Piano Nazionale Vaccini, che dovrebbe vedere la luce entro maggio. ”Le vaccinazioni sono estremamente importanti – ha sottolineato il presidente di Federanziani Roberto Messina -, ma serve chiarezza. Ad esempio molti studi dicono che per gli anziani e’ preferibile il vaccino adiuvato contro l’influenza, perche’ si da’ l’altro? L’antipneumococco invece deve essere fatto previa richiesta all’ufficio igiene, perche’ non puo’ farla il medico di base?”. (ANSA)

  • 27 Ottobre, 2015
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HappyAgeing: “Garantire vaccini pneumococco ad anziani”

(9Colonne) Roma, 23 feb – “Le vaccinazioni degli anziani contro le infezioni pneumococciche confermano la loro validità e la loro importanza sul fronte della prevenzione. Le recenti raccomandazioni emanate dal Centro per il controllo della malattie e la prevenzione degli Stati Uniti suggeriscono addirittura di somministrare due tipi di immunizzazioni contro lo pneumococco; un trattamento in grado di prevenire lo sviluppo di gravi forme di polmonite e di evitare complicazioni come problemi cardiaci, perdita dell’udito, cecità e paralisi”, così Michele Conversano, presidente di HappyAgeing-Alleanza per l’invecchiamento attivo, commenta il contenuto di un documento diffuso negli Stati Uniti a cura del Comitato per le Immunizzazioni, organo consultivo che si occupa dell’analisi delle pratiche adottate nella Federazione. “Stiamo parlando di un vaccino particolarmente indicato per gli anziani – continua Conversano -. Gli over65 hanno infatti una probabilità di sviluppare questo tipo di infezione ben dieci volte superiore rispetto a quella dei giovani adulti. Per questo motivo il ministero della Salute e le Regioni devono sentirsi in dovere di garantire questa prestazione ai soggetti più deboli eliminando le differenze tra i vari SSR, confermando così gli intendimenti emersi durante il dibattito relativo all’aggiornamento e al potenziamento dei Livelli essenziali di assistenza”.

  • 27 Ottobre, 2015
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HappyAgeing è l’Alleanza italiana per l’invecchiamento attivo, nata nel 2014 per promuovere nel nostro Paese politiche e iniziative volte a tutelare la salute dell’anziano e a sviluppare le indicazioni della Commissione europea sul fronte dell’invecchiamento attivo. Di HappyAgeing fanno parte Federsanità, Fondazione Dieta Mediterranea, la Società Italiana di Geriatria e Gerontologia, Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, la Società Italiana di Igiene, i sindacati SPI CGIL, FNP CISL, UIL Pensionati, e la Federazione Anziani e Pensionati ACLI. Le modalità operative dell’Alleanza si realizzano attraverso la confluenza di tutte le realtà che si occupano del benessere degli anziani e lo sviluppo e la replicazione sul piano nazionale di esperienze realizzate con successo nel contesto locale e validate scientificamente dai partner di HappyAgeing.

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