Con la Circolare n. 5234 del 25 giugno 2026 il Ministero della Salute indica a Regioni e Province Autonome le misure per fronteggiare l’emergenza caldo. Al centro la tutela dei soggetti più vulnerabili, a partire dalle persone anziane
Per le persone anziane il caldo estivo non è un semplice disagio. Un’ondata di calore può provocare disidratazione, aggravare le patologie croniche già presenti e, nei casi più seri, mettere a rischio la vita. È a questa fascia di popolazione che guarda in primo luogo il sistema nazionale di prevenzione, che ogni anno entra nel vivo con l’arrivo dell’estate e che per il 2026 è stato rafforzato da nuove indicazioni del Ministero della Salute alle Regioni.
Le misure sono raccolte nella Circolare n. 5234 del 25 giugno 2026, “Raccomandazioni per fronteggiare l’emergenza caldo”, predisposta dal Tavolo di Coordinamento Interistituzionale del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze sanitarie. Rivolta agli Assessorati alla salute delle Regioni e delle Province Autonome, e per conoscenza a Protezione Civile, Istituto Superiore di Sanità, INAIL e DEP Lazio, mira a rafforzare la risposta ordinaria del servizio sanitario con azioni organizzative e comunicative orientate alla tutela dei soggetti più fragili. Tra le “fasce vulnerabili” che la circolare richiama figurano in primo piano gli anziani, insieme a bambini, pazienti cronici e persone con fragilità sociali.
Le raccomandazioni alle Regioni
La Circolare individua alcune linee di intervento prioritarie. La prima riguarda la comunicazione del rischio: il Ministero chiede di dare la massima diffusione alla campagna “Proteggiamoci dal caldo”, predisposta insieme alle autorità regionali, per informare la cittadinanza sui pericoli connessi alle ondate di calore.
La seconda linea punta sul potenziamento della rete territoriale. La circolare indica il rafforzamento dei Distretti e delle Case della Comunità, in sinergia con i Medici di Medicina Generale e la Medicina del Lavoro, a sostegno della sorveglianza attiva della popolazione vulnerabile. Viene richiamato anche il potenziamento del Servizio di continuità assistenziale (l’ex Guardia medica) e l’attivazione delle Unità di Continuità Assistenziale (UCA), come previsto dal D.M. 77/2022, allo scopo di favorire l’assistenza domiciliare ed “evitare l’accesso inappropriato ai Pronto Soccorso”.
La terza linea riguarda proprio i Pronto Soccorso. Durante l’emergenza, si legge nella Circolare, è raccomandato che garantiscano, “attraverso un triage dedicato, un trattamento tempestivo per malori da afa, disidratazione e colpi di calore, evitando ricoveri inappropriati, al fine di tutelare le fasce vulnerabili (anziani, bambini, pazienti cronici e con fragilità sociali)”.
Sorveglianza, salute mentale ed eventi di massa
Il Ministero chiede alle Regioni il massimo supporto ai programmi di sorveglianza già attivi. In particolare, per il Sistema di Sorveglianza degli accessi in Pronto Soccorso, viene richiesto di individuare e comunicare al DEP Lazio almeno un presidio di Pronto Soccorso per ciascuna delle 27 città incluse nel sistema di allerta.
Tra le novità, nel corso del 2026 verrà sperimentato un sistema di sorveglianza pilota degli accessi ai servizi territoriali di salute mentale in alcune strutture sentinella delle grandi città, per migliorare le conoscenze e la prevenzione rivolta ai sottogruppi a maggior rischio. Le Regioni sono invitate a segnalare le strutture da includere.
La Circolare richiama infine l’attenzione sugli eventi di aggregazione di massa, come i concerti in grandi spazi, per i quali si raccomanda un adeguato coordinamento con le istituzioni competenti, con particolare riguardo all’idratazione e alle misure organizzative a tutela dei partecipanti.
Il Piano nazionale caldo: come funziona la prevenzione
Le raccomandazioni si inseriscono nel Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, avviato dal Ministero della Salute nel 2005 e coordinato dal DEP Lazio, che ha l’obiettivo di favorire il coordinamento tra le istituzioni e di fornire linee operative per un sistema centralizzato di previsione e prevenzione. Per il 2026 il Piano è stato attivato lo scorso 25 maggio ed è seguito da una cabina di regia interistituzionale, composta da Ministero della Salute, Protezione Civile, INAIL e DEP Lazio, che durante la stagione segue l’andamento dei decessi nella popolazione over 65 e degli accessi ai Pronto Soccorso in relazione agli eventi meteorologici estremi.
Il cuore del sistema è rappresentato dai sistemi di allarme HHWWS (Heat Health Watch Warning Systems), modelli città-specifici che, grazie alle previsioni meteorologiche, sono in grado di anticipare fino a 72 ore prima il verificarsi di condizioni climatiche a rischio. I risultati confluiscono in un bollettino con un livello di allarme graduato, che consente di modulare gli interventi in base al rischio previsto. Ogni giorno, durante l’estate, vengono prodotti i bollettini per 27 città (Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo).
Il Piano comprende inoltre i sistemi di sorveglianza: quello della mortalità giornaliera nella popolazione anziana (65 anni e oltre), gestito dal DEP Lazio per monitorare in tempo reale l’impatto degli eventi estremi, e quello degli accessi al Pronto Soccorso in strutture sentinella delle grandi aree urbane, per cogliere anche gli esiti non fatali. A questi si affiancano l’identificazione dei sottogruppi più vulnerabili, attraverso una vera e propria “anagrafe dei suscettibili”, e l’attivazione del “codice calore”, definito come “un percorso assistenziale preferenziale e differenziato nei Pronto soccorso”.
Gli effetti del caldo e i comportamenti utili
Un’esposizione prolungata alle temperature elevate può provocare disturbi lievi, come crampi o svenimenti, oppure di maggiore gravità, come congestione, colpo di calore e disidratazione. Il caldo estremo, inoltre, può determinare un aggravamento delle condizioni di salute delle persone con patologie croniche preesistenti. Quanto più l’ondata di calore è prolungata, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi.
I bollettini pubblicati ogni giorno dal Ministero riportano un livello di rischio da 0 a 3: il livello 3 indica condizioni di emergenza (ondata di calore), con possibili effetti negativi non solo sui sottogruppi a rischio, come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone con malattie croniche, ma anche sulle persone sane e attive.
Per ridurre le conseguenze del caldo, la campagna indica alcuni comportamenti corretti: limitare l’esposizione alle alte temperature; idratarsi adeguatamente; indossare indumenti leggeri e traspiranti e proteggere la pelle esposta con creme solari ad alto fattore protettivo; ridurre i rischi nelle persone più fragili (persone molto anziane, persone con problemi di salute o che assumono farmaci, neonati e bambini molto piccoli). La campagna mette a disposizione anche un più ampio decalogo di 10 consigli utili per proteggere la salute.
Le informazioni per i cittadini
Per i cittadini è attivo il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute, in sinergia con l’INAIL, operativo da lunedì 22 giugno. Il servizio offre ascolto e informazioni, rivolgendosi soprattutto alle persone più fragili e a rischio, ed è raggiungibile dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, esclusi i giorni festivi. Gli operatori forniscono consigli per la prevenzione, orientamento ai servizi attivati da Regioni e Comuni, counseling di tipo medico-sanitario e informazioni sulla tutela dei lavoratori che operano all’aperto (lavoratori outdoor).
Ogni giorno, infine, vengono pubblicati sul sito ministeriale i bollettini sulle ondate di calore per le 27 città, con le previsioni a tre giorni sulle condizioni climatiche a rischio per la salute.