• 26 GIU 15
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    Il ministero degli Affari esteri impegnato per l’invecchiamento attivo

     

    L’invecchiamento della popolazione non solo come un “peso” per le finanze pubbliche, ma come opportunità per orientare la produzione di soluzioni innovative, dettate dalle nuove esigenze dei consumatori. È questo il messaggio lanciato durante il workshop “Silver economy and active ageing: an opportunity for growth and job creation”, promosso dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, inserito nel calendario ufficiale della presidenza turca del G20. “L’invecchiamento della popolazione – spiega il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova – è una grande opportunità, una ricchezza e una sfida socio-culturale ed economico-occupazionale”. Il workshop ha riunito alla Farnesina alti funzionari dei Paesi del G20, imprese, sindacati e mondo scientifico e accademico, per rispondere alle necessità legate al progressivo invecchiamento della popolazione, un fenomeno oggettivo che riguarda i Paesi avanzati, ma sempre più anche quelli emergenti. Secondo Della Vedova “i Paesi del G20 hanno l’opportunità di lanciare alle opinioni pubbliche un messaggio politico forte” in grado di “fornire risposte adeguate che accompagnano questo fenomeno senza precedenti trasformandolo in opportunità”. Importante, in questo senso, il ruolo dell’Italia che, spiega il sottosegretario agli Esteri, “deve sensibilizzare i governi del G20 a progettare insieme misure di governance adeguate a gestire questa evoluzione globale, attraverso un miglior coordinamento delle azioni internazionali e favorendo lo sviluppo di un nuovo mercato di beni e servizi”. Si tratta, infatti, non solo di sostenere politiche che favoriscano la creazione di nuovi posti di lavoro (per giovani e anziani), ma anche di sorreggere il settore industriale specializzato in prodotti e servizi, anche di elevato contenuto tecnologico, legati alla qualità della vita della popolazione che invecchia (robotica, telemedicina, assistenza domestica, sicurezza alimentare). “Questi servizi saranno sempre più richiesti – commenta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti – e questo vuol dire che ci saranno più opportunità di impiego”. La sfida è quindi “elaborare politiche in grado di garantire produttività” continua De Vincenti sottolineando anche l’importanza di “sfruttare le competenze dei lavoratori più anziani”. Se da una parte le società devono affrontare un processo di invecchiamento della popolazione sempre più veloce, dall’altra devono far fronte a un momento di stallo della crescita globale. “Ci sono i primi segnali ripresa – dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – ma non è sufficiente: la nostra battaglia contro la disoccupazione è appena iniziata e dobbiamo continuare a lottare”. Una battaglia per uscire dalla crisi che si esprime, secondo De Vincenti, “nella riforma radicale del mercato del lavoro che il governo ha avviato per sbloccare investimenti infrastrutturali e offrire incentivi affinché le imprese possano investire”, con l’obiettivo di “potenziare la crescita economica dell’Italia e dell’Europa”. Quello della “silver economy” è quindi un tema decisivo non solo per quanto riguarda la sostenibilità dei processi pensionistici, ma anche economici e sociali. Secondo il sottosegretario al ministero del Lavoro e Politiche sociali, Luigi Bobba, “è necessario puntare su due fattori: l’invecchiamento attivo come potenziale di occupazione e come risorsa importante di coesione e collante sociale”. La popolazione più anziana, infatti, può essere “sfruttata come leva potente di crescita occupazionale – spiega Bobba a margine del workshop – e può svolgere un ruolo importante nelle realtà associative e di volontariato”. Anche perché, “secondo uno studio – continua il sottosegretario al ministero del Lavoro – chi fa volontariato è anche meno esposto a patologie tipiche dell’età avanzata”. La “silver economy” può rappresentare, quindi, un vantaggio economico, di salute e di coesione sociale di cui il gruppo di lavoro del G20 deve tenere conto. “L’obiettivo che ci accumuna con gli altri Paesi – conclude Della Vedova – è quello di favorire una futura negoziazione da parte del gruppo del G20 sul tema della ‘silver economy’, che potrebbe essere approvata nella riunione di fine luglio per poi essere presentata ai ministri del Lavoro dei Paesi del G20 che si riuniranno a settembre”. La tavola rotonda è stata anche l’occasione per presentare il paper “Silver Economy and Ageing Society: an opportunity for Growth and Job Creation in the G20 countries” dell’Ocse, focalizzato sulle opportunità che la “silver economy” crea a livello economico. Secondo Stefano Scarpetta, direttore per l’Impiego, il lavoro e gli affari sociali dell’Ocse, “bisogna riconoscere le necessità di una popolazione che invecchia e cercare di arrivare a una strategia di innovazione che possa promuovere l’accesso a beni e servizi alle persone anziane”. (9 Colonne)

     

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