Nei dati Eurostat, un’istantanea statistica sulla percezione della salute tra gli anziani in Europa, basata sui nuovi dataset relativi al 2024
Secondo i nuovi dati Eurostat relativi al 2024, il 40,0% delle persone di 65 anni o più nell’UE-27 si considera in salute “molto buona o buona”. In Italia la quota sale al 42,7%, posizionandosi leggermente sopra la media europea per questa fascia di età.
Questi dati sono tratti dalla rilevazione European Health Interview Survey (EHIS), la cui serie statistica completa è catalogata all’interno dell’indicatore “Health status: self-perceived health by sex, age and income quintile” del database Eurostat. A livello continentale, la distribuzione geografica della percezione positiva appare molto diversificata: l’Irlanda registra la percentuale più alta con il 62,0%, seguita da Belgio (57,4%) e Lussemburgo (56,8%). Al contrario, i valori più bassi si rilevano in Lituania (12,5%), Lettonia (13,1%) e Portogallo (19,1%).
La salute auto-percepita è un indicatore che misura come una persona valuta globalmente il proprio stato di salute, senza sostituire diagnosi cliniche ma integrando la propria esperienza quotidiana. In sanità pubblica, questo dato viene usato come un indicatore indiretto per capire quanto gli anziani siano ancora autonomi e partecipi alla vita sociale.
Il dato degli over 65 si inserisce in un contesto generale che vede il 68,5% della popolazione totale dell’UE (dai 16 anni in su) dichiararsi in salute “molto buona o buona”, evidenziando uno scarto di 28,5 punti percentuali tra la media generale e quella della popolazione senior.
Analizzando le variabili demografiche all’interno della coorte over 65, i dataset evidenziano un marcato differenziale di genere. In Italia, la percentuale di uomini che riferiscono uno stato di salute positivo è superiore alla media nazionale, attestandosi al 46,1%, mentre per le donne la quota scende al 40,1%. Questa discrepanza di circa 6 punti percentuali tra i sessi è un fenomeno riscontrabile, con diverse intensità, nella quasi totalità dei Paesi membri dell’Unione.
“Il dato del 42,7% di over 65 che si considera in buona salute è un’ottima base di partenza e ci obbliga a ripensare la nostra società, affinché gli anziani in salute tornino ad avere un ruolo attivo”, osserva Francesco Macchia, direttore di HappyAgeing. Ma l’andamento nelle decadi successive ci conferma la necessità di investire con continuità nella prevenzione per migliorare ulteriormente l’healthspan, ovverox la vita in salute. HappyAgeing è nato per questo e continuerà a lavorare finché questo approccio non diventerà una cultura universalmente condivisa”.
Nel complesso, i dati mostrano che la percentuale di over 65 che si dichiara in salute “molto buona o buona” tende a diminuire con l’aumentare dell’età. Se si osserva il dettaglio per sottogruppi generazionali, la percezione positiva è più diffusa nella fascia 65-74 anni, per poi contrarsi progressivamente nelle decadi successive. Nello specifico, la quota di chi valuta negativamente la propria salute (“cattiva o molto cattiva”) nell’UE-27 si attesta mediamente all’8,5% per la popolazione generale, ma tende a crescere proporzionalmente al crescere dell’età anagrafica.
Queste informazioni sono consultabili liberamente nella pagina Eurostat dedicata alla salute auto-percepita e all’interno del sistema di ricerca dati dell’Unione Europea, che permette di filtrare i numeri per fasce d’età, genere e livelli di benessere dichiarati.