Nel report Cities for All Ages, l’OCSE evidenzia come ripensare mobilità e spazi pubblici per favorire salute e inclusione nelle città che invecchiano
Quando si parla di invecchiamento urbano, non si tratta solo di numeri e statistiche. Ciò che cambia davvero è il modo in cui le persone vivono e si muovono nella città. Mobilità, sicurezza e benessere diventano così temi centrali: se vengono trascurati, l’autonomia degli anziani si riduce, il rischio di incidenti aumenta e il tessuto sociale si indebolisce. Il report Cities for All Ages dell’OCSE mostra come intervenire su questi aspetti possa trasformare radicalmente l’esperienza urbana, migliorando non solo la vita delle persone anziane, ma quella di tutti.
MOBILITÀ: RIMUOVERE GLI OSTACOLI QUOTIDIANI
Muoversi a piedi o con i mezzi pubblici dovrebbe essere naturale, ma per molti anziani è un percorso a ostacoli. Marciapiedi stretti, rampe mancanti, attraversamenti veloci e trasporti non accessibili limitano la libertà di chi ha più anni. Secondo l’OCSE, queste barriere non solo ostacolano l’autonomia, ma contribuiscono a un maggiore isolamento sociale e a un aumento dei rischi di cadute. Negli Stati Uniti, nel 2022, gli over 65 hanno rappresentato il 66% delle vittime di incidenti stradali, un dato che evidenzia quanto la sicurezza pedonale sia cruciale anche in Europa.
Al contrario, investire in una mobilità age-friendly porta benefici tangibili. Le città che ripensano i percorsi pedonali, estendono i tempi dei semafori, migliorano l’illuminazione e rendono accessibili i mezzi pubblici ottengono risultati evidenti in termini di sicurezza e partecipazione sociale.
SPAZI PUBBLICI: LUOGHI DI SALUTE E INCONTRO
Camminare, incontrarsi, vivere all’aperto: sono azioni semplici, ma fondamentali per l’invecchiamento attivo. Il report OCSE sottolinea come l’accesso a spazi pubblici ben progettati contribuisca alla salute fisica e mentale degli anziani. Parchi e piazze non sono solo scenari urbani, ma luoghi che invitano al movimento e alla socialità, soprattutto se dotati di percorsi pianeggianti, panchine e servizi igienici.
In questo senso, Barcellona offre un esempio virtuoso con le sue Superblocks, isolati pedonali che liberano strade dalle auto e restituiscono spazio a pedoni e ciclisti. Questi interventi hanno ridotto incidenti, migliorato la qualità dell’aria e favorito la coesione sociale, mostrando come la rigenerazione urbana possa migliorare la vita di tutte le generazioni.
SICUREZZA: UNA CONDIZIONE PER USCIRE DI CASA
La sicurezza, reale e percepita, decide se una persona anziana si sente parte della città o ne resta ai margini. Quartieri trascurati, scarsa illuminazione e attraversamenti pericolosi scoraggiano la vita all’aperto, aumentando l’isolamento. Bruxelles, con l’introduzione delle Slow Streets, ha dimostrato che ridurre la velocità del traffico e ridisegnare lo spazio urbano può diminuire gli incidenti del 48% e restituire vitalità agli spazi pubblici.
Anche Lisbona ha adottato politiche innovative, rendendo gratuiti i trasporti pubblici per gli over 65: una misura che favorisce gli spostamenti, riduce l’uso dell’auto e sostiene l’inclusione sociale.
CITTÀ CHE FANNO BENE A TUTTE LE ETÀ
Mobilità sicura, spazi pubblici accoglienti e trasporti accessibili non sono interventi di nicchia, ma scelte strategiche. L’OCSE evidenzia che migliorare la città per gli anziani significa migliorarla per tutti: per chi spinge un passeggino, per chi si muove in bicicletta, per chi affronta ogni giorno un percorso casa-lavoro. Sono interventi che aumentano il benessere, riducono i costi sociali e rafforzano la coesione.
Le città che investono in questa direzione non solo affrontano l’invecchiamento, ma lo trasformano in una risorsa, costruendo luoghi dove nessuno è costretto a restare indietro.
Il report OCSE “Cities for All Ages” (2025) completo è disponibile a questo link.