Al centro l’invecchiamento della popolazione e la necessità di rafforzare screening e vaccinazioni per gli over 65
La prevenzione sanitaria è il fulcro della mozione presentata alla Camera dall’onorevole Gian Antonio Girelli e sottoscritta da oltre trenta deputati del Partito Democratico e di altre forze politiche. Il documento richiama la necessità di un cambio di paradigma: la prevenzione non va considerata come un costo, ma come un investimento strategico capace di produrre ritorni economici fino a quattordici volte superiori rispetto alle risorse spese.
Un’urgenza che diventa ancora più evidente in un Paese dove un quarto della popolazione ha più di 65 anni e la metà di questi convive con almeno due malattie croniche. Nonostante questo quadro, le adesioni agli screening oncologici restano basse e lontane dagli obiettivi fissati dalle istituzioni internazionali. Secondo la Federazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi (Foce), nel 2023 solo un over 50 su tre si è sottoposto al test del sangue occulto nelle feci, mentre la copertura della mammografia si ferma al 53% e quella del Pap test al 46%. Eppure, solo nel 2024 i tre tumori più diffusi – mammella, colon-retto e cervice uterina – hanno colpito oltre 104 mila persone: quasi 54 mila casi di tumore alla mammella e oltre 48 mila al colon-retto. In alcune regioni del Sud i tassi di adesione agli screening sono ancora più bassi, molto lontani dal traguardo del 90% fissato dall’Unione europea entro il 2025.
Anche sul fronte vaccinale i numeri restano distanti dalle soglie raccomandate. La copertura contro l’influenza stagionale si attesta poco sopra il 50%, mentre meno del 30% delle persone adulte si immunizza contro lo pneumococco e appena il 5% contro l’Herpes Zoster. Secondo i dati diffusi dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali, se si raggiungessero le soglie minime previste per queste tre vaccinazioni si potrebbero evitare costi fino a 10 miliardi di euro.
“In un Paese che invecchia rapidamente – sottolinea l’on. Girelli – la prevenzione assume un valore ancora maggiore. La fascia degli over 65 è la più esposta a cronicità, fragilità e complicanze, ma è anche quella in cui le azioni preventive mostrano i risultati più concreti. Investire in screening e vaccinazioni per gli anziani significa ridurre ricoveri e disabilità, alleggerire il peso sulle famiglie e garantire un invecchiamento più sano e dignitoso. È una scelta che tutela le persone e, allo stesso tempo, rende più sostenibile il Servizio sanitario nazionale”.
LE MISURE INDICATE DALLA MOZIONE
La mozione approvata non si limita a riaffermare principi generali, ma delinea una serie di impegni operativi rivolti al Governo, che spaziano dal potenziamento delle risorse alla valorizzazione dei servizi più vicini ai cittadini.
- Assumere iniziative per aumentare, anche alla luce delle evidenze scientifiche ed economiche che dimostrano la prevenzione sia un investimento e non un costo, le risorse stanziate in sanità per quel che riguarda, in particolare, la prevenzione, tenendo conto del fatto che così facendo si favorisce il benessere delle cittadine e dei cittadini, e nel contempo si genera un ritorno economico diretto – fino a 14 volte superiore per ogni euro investito per quel che riguarda l’Italia – potendo anche ridurre la spesa sanitaria corrente di oltre un miliardo di euro l’anno, attivandosi nel contempo ad agire a livello europeo per giungere gradualmente all’esclusione delle spese per la prevenzione dal Patto di stabilità e crescita;
- potenziare, per quanto di competenza, i servizi territoriali, in particolare i dipartimenti di prevenzione, i consultori, i centri di salute mentale e i servizi di medicina scolastica;
- a sostenere campagne nazionali di sensibilizzazione rivolte alla popolazione su temi come vaccinazioni, screening oncologici, corretta alimentazione, attività fisica, salute mentale e lotta alle dipendenze quali punti focali di una corretta prevenzione;
- valutare l’opportunità di adottare le iniziative di competenza presso le istituzioni europee e in particolare presso la Commissione europea, al fine di proporre e sostenere l’esclusione delle spese relative alla prevenzione sanitaria dal Patto di stabilità e crescita;
- rafforzare il sistema di prevenzione a garanzia del benessere delle cittadine e dei cittadini, con particolare riguardo alla popolazione a rischio;
- proseguire le iniziative di informazione e comunicazione dirette alle operatrici e agli operatori sanitari, alla popolazione, per costruire una cultura sul buon uso degli antibiotici e sull’importanza di alcune misure comportamentali per la prevenzione delle infezioni, soprattutto in ambito assistenziale;
- predisporre programmi di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali anche in considerazione delle indicazioni del Piano nazionale della prevenzione (PNP) 2020-2025 e quelle della Strategia europea salute e sicurezza sul Lavoro 2021-2027, base di riferimento per l’identificazione e l’attuazione della Strategia nazionale per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro;
- promuovere il benessere psicofisico delle adolescenti e degli adolescenti, anche attraverso la tutela della salute sessuale e riproduttiva;
- rafforzare, per quanto di competenza, il ruolo dei consultori familiari e la valorizzazione dell’accessibilità e della prossimità dei servizi di base garantiti dal Servizio sanitario nazionale, anche attraverso l’implementazione dei flussi informativi e la partecipazione alle attività del Comitato di coordinamento del Programma nazionale equità nella salute;
- promuovere la formazione delle operatrici e degli operatori nell’ambito della prevenzione della violenza di genere e della violenza sui minori, in collaborazione con le altre Istituzioni e le reti regionali.
L’OBIETTIVO: COSTRUIRE UNA NUOVA CULTURA DELLA SALUTE
La mozione lega la prevenzione alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, evidenziando che ogni intervento in questo campo riduce la pressione futura su ospedali e servizi e contribuisce a diminuire le disuguaglianze. È anche sul piano culturale, con campagne di informazione e sensibilizzazione, che la prevenzione deve trovare nuovo slancio.