Pubblicato il 23 giugno 2026, il documento conferma la vaccinazione come misura più efficace di prevenzione dell’influenza. La principale novità riguarda le formulazioni vaccinali raccomandate per la popolazione anziana
Il Ministero della Salute ha pubblicato la Circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027“, predisposta in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni e le Province Autonome, sentito il Consiglio Superiore di Sanità. Il documento, elaborato dopo la revisione dell’andamento epidemiologico della malattia, dei vaccini disponibili, delle popolazioni target, delle controindicazioni e degli obiettivi di copertura, definisce ogni anno le indicazioni per la campagna vaccinale antinfluenzale in Italia.
Nella Circolare si legge che “la vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze, che non sono solo respiratorie ma possono coinvolgere diversi organi e/o apparati (es. miocardite, encefalite)”. Il vaccino è indicato per tutte le persone a partire dai 6 mesi di vita e raccomandato, in assenza di controindicazioni specifiche, per le categorie a maggior rischio: i bambini tra 6 mesi e 6 anni, le persone di età pari o superiore a 60 anni, le donne in gravidanza, gli operatori sanitari e le persone di qualsiasi età con patologie di base che aumentano il rischio di complicanze.
La novità: vaccini potenziati raccomandati già dai 60 anni
Rispetto al documento dello scorso anno, la circolare 2026-2027 abbassa a 60 anni l’età per la raccomandazione dei vaccini antinfluenzali “potenziati”, una scelta che riguarda direttamente la popolazione più anziana.
Per le persone che hanno compiuto 60 anni, il Ministero indica come prodotti raccomandati due tipologie di vaccino: il vaccino trivalente adiuvato (VITa), che contiene l’adiuvante MF59 con lo scopo di “potenziare e ampliare la risposta immunitaria antigene-specifica e a prolungare la durata della risposta immunitaria”, e il vaccino trivalente ad alto dosaggio (VIThd), che contiene una quantità maggiore di emoagglutinina “per garantire una maggiore risposta immunitaria e quindi una maggiore efficacia”. Entrambe le formulazioni, specifica la circolare, presentano “una maggiore efficacia nella protezione verso forme severe di malattia” rispetto ai vaccini trivalenti standard.
La scelta è motivata dal fatto che, con l’avanzare dell’età, il sistema immunitario perde progressivamente efficacia (immunosenescenza): i vaccini antinfluenzali abituali, ricorda il documento, risultano “più efficaci nei bambini e negli adulti sani rispetto agli anziani e alle persone con patologie croniche”. Per le persone tra i 50 e i 59 anni che rientrano in una categoria a rischio, la circolare indica comunque come somministrabile, oltre al vaccino trivalente standard, anche la formulazione adiuvata.
Obiettivi di copertura ancora lontani
Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità fissano, per la popolazione ultrasessantacinquenne, un obiettivo minimo di copertura del 75% e un obiettivo ottimale del 95%. Secondo i dati richiamati dalla circolare, all’inizio di marzo 2026 la copertura per gli over 65 si attestava intorno al 50%, un valore stabile rispetto alla stagione precedente, sebbene la stessa circolare precisi che si tratta di dati non ancora consolidati.
Per questo motivo il Ministero chiede alle Regioni di rafforzare la rete di offerta vaccinale, coinvolgendo medici di famiglia, pediatri, ambulatori vaccinali, farmacie e strutture sociosanitarie residenziali, e di favorire la vaccinazione delle persone fragili anche durante i ricoveri ospedalieri, prima della dimissione, per ridurre il rischio di complicanze e di nuovi ricoveri.
Quando vaccinarsi e con quali altre vaccinazioni
Le Regioni sono invitate ad avviare le campagne vaccinali a partire dalla quarantesima settimana dell’anno, cioè dai primi giorni di ottobre, mantenendo l’offerta attiva per tutta la stagione influenzale, anche per chi si presenta in ritardo. La risposta immunitaria al vaccino richiede infatti circa due settimane per svilupparsi completamente.
La circolare ricorda inoltre che il vaccino antinfluenzale può essere somministrato insieme ad altri vaccini raccomandati per età e condizione, in sedi corporee diverse: un’occasione utile, in particolare per le persone anziane, per abbinare la protezione contro l’influenza a quella contro lo pneumococco, l’Herpes Zoster, il richiamo decennale difto-tetano-pertussico oppure il vaccino anti-COVID-19.
La protezione indiretta: famigliari, caregiver e operatori sanitari
Un capitolo della circolare è dedicato alla protezione indiretta delle persone più fragili, attraverso la vaccinazione di chi vive a stretto contatto con loro. Il documento raccomanda e offre gratuitamente il vaccino a “familiari e contatti (adulti e bambini) di persone ad alto rischio di complicanze”, indipendentemente dal fatto che queste ultime siano state vaccinate o meno. Viene inoltre sottolineata la priorità della vaccinazione degli operatori sanitari, considerati a maggior rischio sia di contrarre l’infezione sia di trasmetterla ai pazienti più fragili, anche attraverso iniziative che facilitino la somministrazione diretta sul luogo di lavoro.
Cosa resta da definire
La circolare 2026-2027 non contiene, invece, le indicazioni relative ai sistemi di sorveglianza e segnalazione dell’influenza, per i quali il Ministero rimanda a un documento successivo e specifico.